#VamosPorTodo: la candidatura indigena è una proposta anticoloniale

Di fronte all'avanzata del mostro, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale apre una nuova tappa nella sua storia, cominciata sotto forma di guerriglia nel 1994 in risposta a quell'accordo con gli Stati Uniti (NAFTA) che segnò l’inizio dei tempi più bui per il popolo messicano. Nei mesi scorsi ha riattivato il dialogo all'interno del Congreso Nacional Indígena (CNI), per la creazione di un Consejo Indígena de Gobierno (CIG) e la nomina, tra i vari delegati, di una portavoce da candidare alle elezioni presidenziali del 2018.

Donne Shuar: corpi attraversati dalla violenza mineraria.

In un momento in cui a livello globale la lotta contro la violenza sulle donne è tornata ad essere una delle priorità nelle agende di tutti i movimenti mondiali, portando migliaia di donne ad organizzarsi e a difendere i propri diritti, è fondamentale conoscere la violenza che subiscono le donne Shuar in un angolo remoto del mondo, dove però si trova il polmone del pianeta: l’amazzonia. Conoscere attraverso il racconto di Alba Crespo e delle donne di Tiink, che sono venute a Quito nel febbraio scorso a raccontare la loro situazione, è importante per comprendere la loro storia, la loro sofferenza, ma allo stesso tempo il loro coraggio e la loro resistenza. Così come il vero volto del governo progressista ecuadoriano e il suo modello di sviluppo minerario che impone un livello di violenza altissimo sul corpo delle donne che abitano quei territori che fanno appetito agli estrattivisti.

TRANNE IL POTERE, TUTTO E’ ILLUSIONE

Chi sono i fratelli Batista e da dove nasce il loro gigantesco impero? In che modo Temer e Lula sono implicati? Chi è Henrique Mereilles? In questo articolo Raul Zibechi scrive sulle radici dello scandalo brasiliano che sta facendo tremare il governo di Michel Temer e che ha infiammato l’intero paese, svelando dei legami di potere che vedono coinvolti la maggior parte dei protagonisti della politica e dell’economia brasiliana, da destra a sinistra.

Il Venezuela dall’interno: sette chiavi di lettura per comprendere la crisi attuale

La situazione attuale che vive il Venezuela, come noto, è gravissima. Ma i termini della sua gravità non sono forse altrettanto noti, almeno rispetto a quello che propone la narrazione mainstream e alla confusione che regna a sinistra sui posizionamenti da prendere in proposito. Crediamo – e per questo lo abbiamo tradotto – che in questo testo del sociologo venezuelano Emiliano Terán Mantovani si possano trovare degli spunti per un’analisi più articolata, che sappia dare il giusto peso alle questioni realmente in campo, che sappia mettere in luce le differenze esistenti tra la sinistra di governo e la destra di opposizione nel Paese, ma che abbia ben chiaro che compito della sinistra e dell’internazionalismo non è difendere o no a prescindere un governo, ma stare sempre, inequivocabilmente, a fianco de los de abajo.

TEMER NON SERVE PIU’

Migliaia di persone sono scese in piazza dopo che il quotidiano O Globo ha rivelato il contenuto di una registrazione audio dove Michel Temer avrebbe comprato il silenzio dell’ex presidente della Camera. Quest’ultimo è stato accusato di corruzione e si trova in carcere dall'ottobre scorso. La registrazione fa parte dei nastri consegnati dai fratelli Batista ( proprietari della JSB) ai magistrati che si occupano dell’inchiesta “Lava Jato”. Dilma Rousseff è stata destituita proprio da Temer dopo che era stata accusata di corruzione. Coincidenze di un sistema marcio e corrotto o una nuova strategia delle destre del continente per governare in mezzo all'attuale tempesta politica ed economica?

Cosa sta succedendo in Brasile? Cronache di un paese in lotta.

Il 28 Aprile il Brasile è stato paralizzato dallo sciopero generale più grande della sua storia, il primo dopo vent'anni. I brasiliani si sono ribellati alle politiche anti popolari del governo di Michel Temer. Quest’ultimo, appoggiato dalle oligarchie brasiliane, vuole portare avanti delle politiche volte a salvaguardare gli interessi della classe padronale sulla pelle delle fasce meno abbienti del paese, tutto questo in mezzo a una devastante crisi economica. Nel 2018 ci saranno nuove elezioni e il PT[1] sta cercando di capitalizzare lo scontento generale e la forza accumulata dopo lo sciopero generale. Lula vorrebbe essere il candidato alla presidenza, anche se sulla sua testa pendono cinque procedimenti penali per corruzione. Com'è possibile che il Brasile, uno dei paesi emergenti globalmente a livello economico, sia sprofondato in questa crisi? Chi sono stati i protagonisti dello sciopero generale? I brasiliani si sono dimenticati della feroce repressione del 2013 del governo Rousseff e della corruzione del suo partito? Che prospettive si aprono oltre le elezioni politiche?

L’ERA DELL’INGOVERNABILITÀ IN AMERICA LATINA

Argentina e Brasile due paesi dove la sinistra non c’è più, dove le destre sono saliti al potere e si stanno scontrando con la resistenza de los de abajo che risorgono dopo anni di addomesticamento progressista. In Venezuela la resistenza contro il governo di Nicolàs Maduro continua da più di un mese, una resistenza che va al di là delle polarizzazioni politiche e che ha le proprie radici nell'organizzazione popolare quotidiana per fare fronte alla crisi. Anche in Cile gli studenti si ribellano, in Ecuador le istituzioni perdono ogni giorni di più credibilità politica, in Messico nonostante la violenza dello Stato gli ultimi non alzano bandiera bianca e continuano ad organizzarsi in mezzo alle difficoltà. In questo articolo Raùl Zibechi ci parla della disarticolazione dei partiti tradizionali e dell’aria di ingovernabilità che soffia nel continente.