IL PUNTO DI VISTA DELLA CINA SUL VENEZUELA

Conoscere i criteri che usa la potenza emergente sull'America Latina, e in particolare sul Venezuela, è sommamente importante giacché raramente i loro mezzi di comunicazione lasciano intravedere le opinioni che circolano nel governo cinese. Il 1° agosto la rivista cinese  Global Times ha pubblicato un esteso editoriale intitolato “Venezuela un microcosmo dell’enigma latinoamericano”

Venezuela: Socialismo di burocrati o coscienza di classe

In questo testo Rolando Astarita (Professore di economia dell’Università di Buenos Aires) sottolinea alcuni aspetti riguardo ai dati diffusi dal governo rispetto ai risultati, ma sopratutto riflette intorno alla figura del lavoratore venezuelano, ricattato e costretto a percorrere la via scelta dal governo per poter mantenere il proprio posto di lavoro e portare il pane a casa. Cos'è quindi la coscienza di classe, come fa a provocare processi di emancipazione quando lo statalismo e la burocrazia dettano le regole del gioco? Quali spazi per la critica ci sono dentro al socialismo venezuelano?

IL VENEZUELA PUÒ DIVENTARE LA SIRIA DELL’AMERICA LATINA

In questa intervista realizzata da Enric Llopis di Resumen Latinoamericano, Raùl Zibechi riflette sul conflitto, la crisi e la guerra interna in Venezuela, il ruolo degli Stati Uniti e della Cina, la crisi del socialismo del secolo XXI e il ruolo dei movimenti sociali e indigeni nel continente Latinoamericano. Articolo tradotto dall'Associazione Ya Basta! Êdî Bese!

Venezuela: Perchè non “scendono” dalle colline?

Molto è stato detto e scritto sulla crisi venezuelana, ma mancano alcuni elementi. Tra questi sorge la domanda sui settori popolari: partecipano alle proteste?, che rapporto hanno con l'opposizione?, e con il governo di Nicolás Maduro?, chi sono e come agiscono i famosi "collettivi"? Alejandro Velasco, autore di Barrio Rising. Urban Popular Politics and the Making of Modern Venezuela (2015), risponde ad alcuni di questi quesiti.

L’improbabile ritorno del “lulismo”

Anche se nel 2018 vincerà le presidenziali, come dicono le inchieste, ed eviterà di essere rinchiuso in una cella, per l’ex presidente Lula non ci saranno condizioni economiche e politiche per far rivivere il “miracolo” che gli ha permesso di migliorare la situazione dei poveri senza toccare i ricchi. Il suo ipotetico governo non potrebbe contare sulle basi imprenditoriali, militari e sociali che dettero vita al progetto Brasile-potenza.

#VamosPorTodo: la candidatura indigena è una proposta anticoloniale

Di fronte all'avanzata del mostro, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale apre una nuova tappa nella sua storia, cominciata sotto forma di guerriglia nel 1994 in risposta a quell'accordo con gli Stati Uniti (NAFTA) che segnò l’inizio dei tempi più bui per il popolo messicano. Nei mesi scorsi ha riattivato il dialogo all'interno del Congreso Nacional Indígena (CNI), per la creazione di un Consejo Indígena de Gobierno (CIG) e la nomina, tra i vari delegati, di una portavoce da candidare alle elezioni presidenziali del 2018.

Donne Shuar: corpi attraversati dalla violenza mineraria.

In un momento in cui a livello globale la lotta contro la violenza sulle donne è tornata ad essere una delle priorità nelle agende di tutti i movimenti mondiali, portando migliaia di donne ad organizzarsi e a difendere i propri diritti, è fondamentale conoscere la violenza che subiscono le donne Shuar in un angolo remoto del mondo, dove però si trova il polmone del pianeta: l’amazzonia. Conoscere attraverso il racconto di Alba Crespo e delle donne di Tiink, che sono venute a Quito nel febbraio scorso a raccontare la loro situazione, è importante per comprendere la loro storia, la loro sofferenza, ma allo stesso tempo il loro coraggio e la loro resistenza. Così come il vero volto del governo progressista ecuadoriano e il suo modello di sviluppo minerario che impone un livello di violenza altissimo sul corpo delle donne che abitano quei territori che fanno appetito agli estrattivisti.