Donne Shuar: corpi attraversati dalla violenza mineraria.

In un momento in cui a livello globale la lotta contro la violenza sulle donne è tornata ad essere una delle priorità nelle agende di tutti i movimenti mondiali, portando migliaia di donne ad organizzarsi e a difendere i propri diritti, è fondamentale conoscere la violenza che subiscono le donne Shuar in un angolo remoto del mondo, dove però si trova il polmone del pianeta: l’amazzonia. Conoscere attraverso il racconto di Alba Crespo e delle donne di Tiink, che sono venute a Quito nel febbraio scorso a raccontare la loro situazione, è importante per comprendere la loro storia, la loro sofferenza, ma allo stesso tempo il loro coraggio e la loro resistenza. Così come il vero volto del governo progressista ecuadoriano e il suo modello di sviluppo minerario che impone un livello di violenza altissimo sul corpo delle donne che abitano quei territori che fanno appetito agli estrattivisti.

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L’ERA DELL’INGOVERNABILITÀ IN AMERICA LATINA

Argentina e Brasile due paesi dove la sinistra non c’è più, dove le destre sono saliti al potere e si stanno scontrando con la resistenza de los de abajo che risorgono dopo anni di addomesticamento progressista. In Venezuela la resistenza contro il governo di Nicolàs Maduro continua da più di un mese, una resistenza che va al di là delle polarizzazioni politiche e che ha le proprie radici nell'organizzazione popolare quotidiana per fare fronte alla crisi. Anche in Cile gli studenti si ribellano, in Ecuador le istituzioni perdono ogni giorni di più credibilità politica, in Messico nonostante la violenza dello Stato gli ultimi non alzano bandiera bianca e continuano ad organizzarsi in mezzo alle difficoltà. In questo articolo Raùl Zibechi ci parla della disarticolazione dei partiti tradizionali e dell’aria di ingovernabilità che soffia nel continente.

EZLN: contro la fattoria-Stato e il suo fattore-capitale

Gli scorsi 12, 13, 14 e 15 aprile, a San Cristobal de las Casas, Chiapas, presso le strutture dell’Unitierra Cideci, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) ha fatto il punto: sulla propria storia, su cosa vuol dire essere davvero anticapitalisti, sulla crisi del cosiddetto ciclo progressista in America latina, su ciò che significa l’elezione di Trump e il moltiplicarsi di frontiere, muri e fili spinati. E soprattutto, sulla proposta del Congresso Nazionale Indigeno di una candidatura indipendente per la contesa presidenziale nel 2018 e su come questa scelta, a dispetto di come in molti hanno pensato, non sia affatto incompatibile ai principi del comandare ubbidendo, ma sia piuttosto il tentativo di rinnovare la lotta contro la finca-Stato (fattoria-Stato) e il suo vero padrone-finquero (fattore), il capitale.

IL DECLINO DI ALIANZA PAIS E LA NUOVA SFIDA DEI MOVIMENTI

Cosa succederà in Ecuador nei prossimi quattro anni, è la domanda che tutti si fanno nel paese della metà del mondo. Lenin Moreno ha vinto le elezioni in mezzo alle polemiche, per due settimane ci sono state manifestazioni in tutto il paese e il CNE ha dovuto ricontare circa un milione e trecento mila voti per le proteste di CREO e la pressione che è stata esercitata nelle strade e dai mezzi di comunicazione non affini al governo. Che situazione economica e sociale lascia Rafael Correa, che ruolo avranno i movimenti indigeni e sociali in questa nuova fase politica?