SPARATE CONTRO LULA

Il caso brasiliano dimostra che la lotta alla corruzione può coesistere con l'indebolimento democratico e repubblicano. Le denunce reali coesistono con un clima di vendetta sociale e progressi ineguali che creano uno scenario di deterioramento generalizzato. Allo stesso tempo, quello che è successo in Brasile -aggiunto al caso argentino-  costringe la sinistra a prendere sul serio la discussione sui legami tra etica e politica.

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IL VENEZUELA PUÒ DIVENTARE LA SIRIA DELL’AMERICA LATINA

In questa intervista realizzata da Enric Llopis di Resumen Latinoamericano, Raùl Zibechi riflette sul conflitto, la crisi e la guerra interna in Venezuela, il ruolo degli Stati Uniti e della Cina, la crisi del socialismo del secolo XXI e il ruolo dei movimenti sociali e indigeni nel continente Latinoamericano. Articolo tradotto dall'Associazione Ya Basta! Êdî Bese!

L’improbabile ritorno del “lulismo”

Anche se nel 2018 vincerà le presidenziali, come dicono le inchieste, ed eviterà di essere rinchiuso in una cella, per l’ex presidente Lula non ci saranno condizioni economiche e politiche per far rivivere il “miracolo” che gli ha permesso di migliorare la situazione dei poveri senza toccare i ricchi. Il suo ipotetico governo non potrebbe contare sulle basi imprenditoriali, militari e sociali che dettero vita al progetto Brasile-potenza.

TRANNE IL POTERE, TUTTO E’ ILLUSIONE

Chi sono i fratelli Batista e da dove nasce il loro gigantesco impero? In che modo Temer e Lula sono implicati? Chi è Henrique Mereilles? In questo articolo Raul Zibechi scrive sulle radici dello scandalo brasiliano che sta facendo tremare il governo di Michel Temer e che ha infiammato l’intero paese, svelando dei legami di potere che vedono coinvolti la maggior parte dei protagonisti della politica e dell’economia brasiliana, da destra a sinistra.

TEMER NON SERVE PIU’

Migliaia di persone sono scese in piazza dopo che il quotidiano O Globo ha rivelato il contenuto di una registrazione audio dove Michel Temer avrebbe comprato il silenzio dell’ex presidente della Camera. Quest’ultimo è stato accusato di corruzione e si trova in carcere dall'ottobre scorso. La registrazione fa parte dei nastri consegnati dai fratelli Batista ( proprietari della JSB) ai magistrati che si occupano dell’inchiesta “Lava Jato”. Dilma Rousseff è stata destituita proprio da Temer dopo che era stata accusata di corruzione. Coincidenze di un sistema marcio e corrotto o una nuova strategia delle destre del continente per governare in mezzo all'attuale tempesta politica ed economica?

Cosa sta succedendo in Brasile? Cronache di un paese in lotta.

Il 28 Aprile il Brasile è stato paralizzato dallo sciopero generale più grande della sua storia, il primo dopo vent'anni. I brasiliani si sono ribellati alle politiche anti popolari del governo di Michel Temer. Quest’ultimo, appoggiato dalle oligarchie brasiliane, vuole portare avanti delle politiche volte a salvaguardare gli interessi della classe padronale sulla pelle delle fasce meno abbienti del paese, tutto questo in mezzo a una devastante crisi economica. Nel 2018 ci saranno nuove elezioni e il PT[1] sta cercando di capitalizzare lo scontento generale e la forza accumulata dopo lo sciopero generale. Lula vorrebbe essere il candidato alla presidenza, anche se sulla sua testa pendono cinque procedimenti penali per corruzione. Com'è possibile che il Brasile, uno dei paesi emergenti globalmente a livello economico, sia sprofondato in questa crisi? Chi sono stati i protagonisti dello sciopero generale? I brasiliani si sono dimenticati della feroce repressione del 2013 del governo Rousseff e della corruzione del suo partito? Che prospettive si aprono oltre le elezioni politiche?

L’ERA DELL’INGOVERNABILITÀ IN AMERICA LATINA

Argentina e Brasile due paesi dove la sinistra non c’è più, dove le destre sono saliti al potere e si stanno scontrando con la resistenza de los de abajo che risorgono dopo anni di addomesticamento progressista. In Venezuela la resistenza contro il governo di Nicolàs Maduro continua da più di un mese, una resistenza che va al di là delle polarizzazioni politiche e che ha le proprie radici nell'organizzazione popolare quotidiana per fare fronte alla crisi. Anche in Cile gli studenti si ribellano, in Ecuador le istituzioni perdono ogni giorni di più credibilità politica, in Messico nonostante la violenza dello Stato gli ultimi non alzano bandiera bianca e continuano ad organizzarsi in mezzo alle difficoltà. In questo articolo Raùl Zibechi ci parla della disarticolazione dei partiti tradizionali e dell’aria di ingovernabilità che soffia nel continente.