Nella “Cordigliera del Condor” e nel mondo intero, la megaminiera provoca sgomberi e morte.

Nella zona Sud Orientale dell’Ecuador si trova la “Cordigliera del Condor” e  lì, il piccolo villaggio di Cascomi, abitato da popolazioni indigene ancestrali come gli Shuar e i Kichwas. In questa zona si trova il cantiere a cielo aperto del megaprogetto miniero “Mirador”. Sgomberi, violenze e contaminazione sono il risultato delle politiche di sviluppo promosse … Continua a leggere Nella “Cordigliera del Condor” e nel mondo intero, la megaminiera provoca sgomberi e morte.

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IL VENEZUELA PUÒ DIVENTARE LA SIRIA DELL’AMERICA LATINA

In questa intervista realizzata da Enric Llopis di Resumen Latinoamericano, Raùl Zibechi riflette sul conflitto, la crisi e la guerra interna in Venezuela, il ruolo degli Stati Uniti e della Cina, la crisi del socialismo del secolo XXI e il ruolo dei movimenti sociali e indigeni nel continente Latinoamericano. Articolo tradotto dall'Associazione Ya Basta! Êdî Bese!

Donne Shuar: corpi attraversati dalla violenza mineraria.

In un momento in cui a livello globale la lotta contro la violenza sulle donne è tornata ad essere una delle priorità nelle agende di tutti i movimenti mondiali, portando migliaia di donne ad organizzarsi e a difendere i propri diritti, è fondamentale conoscere la violenza che subiscono le donne Shuar in un angolo remoto del mondo, dove però si trova il polmone del pianeta: l’amazzonia. Conoscere attraverso il racconto di Alba Crespo e delle donne di Tiink, che sono venute a Quito nel febbraio scorso a raccontare la loro situazione, è importante per comprendere la loro storia, la loro sofferenza, ma allo stesso tempo il loro coraggio e la loro resistenza. Così come il vero volto del governo progressista ecuadoriano e il suo modello di sviluppo minerario che impone un livello di violenza altissimo sul corpo delle donne che abitano quei territori che fanno appetito agli estrattivisti.

IL DECLINO DI ALIANZA PAIS E LA NUOVA SFIDA DEI MOVIMENTI

Cosa succederà in Ecuador nei prossimi quattro anni, è la domanda che tutti si fanno nel paese della metà del mondo. Lenin Moreno ha vinto le elezioni in mezzo alle polemiche, per due settimane ci sono state manifestazioni in tutto il paese e il CNE ha dovuto ricontare circa un milione e trecento mila voti per le proteste di CREO e la pressione che è stata esercitata nelle strade e dai mezzi di comunicazione non affini al governo. Che situazione economica e sociale lascia Rafael Correa, che ruolo avranno i movimenti indigeni e sociali in questa nuova fase politica?

POST-PROGRESSISMO E ORIZZONTI EMANCIPATORI IN AMERICA LATINA

Pensare il post-progressismo in America Latina è divenuta un’urgenza e un imperativo alla luce dell’accelerazione sorprendente della fine del ciclo (dei governi “progressisti”, ndt) che è in atto dal 2015. Così, mentre alcuni governi progressisti vivono gli ultimi anni del loro mandato senza che i loro leader abbiano la possibilità di venire rieletti alla presidenza (come in Ecuador e Bolivia), altri sono già stati repentinamente sostituiti da forze di destra (elettoralmente, come in Argentina, o con altri mezzi legali però illegittimi, come in Brasile); o si misurano –in situazione di minoranza parlamentare- con una implosione sociale ed economica, come nel caso del Venezuela.

ECUADOR: CRONACA DI UNA GIORNATA ELETTORALE

Queste elezioni si sono svolte tra almeno due paure e incertezze: il voto per il banchiere che anni fa era stato complice della banca rotta del paese e il voto per la continuità del progetto autoritario di Alianza Pais. Vedendo l’esempio dell’Argentina dopo la vittoria di Macri, sono bastati pochi mesi per svelare la sua politica anti-popolare, questo ha fatto si che la gente tornasse in piazza e riprendesse un discorso di opposizione dal basso che nell'era Kirchner era passato in secondo piano, vittima della trappola “progressista” di sinistra. La stessa trappola che ha assimilato, diviso e distrutto i movimenti sociali ed indigeni in Ecuador, al punto tale che una gran parte di loro hanno invitato apertamente al voto per Lasso.

Sotto il cielo la confusione regna. Cronache dal Sudamerica.

Sembra che la crisi della sinistra e della rappresentanza in generale sia arrivata anche in Latinoamerica, crisi che bisogna approfondire evitando di schierarsi con il male minore e allo stesso tempo di rimanere ai margini dei processi storici che stanno avvenendo. Il minimo comune dominatore di questa nuova fase è la voglia di cambiamento che porta migliaia di persone a prendere posizione. Queste posizioni ci parlano di relazioni sociali solide e di una forte identità sociale che nonostante gli anni e la repressione continuano ad essere i pilastri della politica latinoamericana.