TEMER NON SERVE PIU’

Migliaia di persone sono scese in piazza dopo che il quotidiano O Globo ha rivelato il contenuto di una registrazione audio dove Michel Temer avrebbe comprato il silenzio dell’ex presidente della Camera. Quest’ultimo è stato accusato di corruzione e si trova in carcere dall’ottobre scorso. La registrazione fa parte dei nastri consegnati dai fratelli Batista ( proprietari della JSB) ai magistrati che si occupano dell’inchiesta “Lava Jato”. Dilma Rousseff è stata destituita proprio da Temer dopo che era stata accusata di corruzione. Coincidenze di un sistema marcio e corrotto o una nuova strategia delle destre del continente per governare in mezzo all’attuale tempesta politica ed economica?

 

Nei colpi di stato del  XXI secolo in America Latina sono cambiate molte cose. Il nuovo formato non ha più un faccia militare visibile . Questi nuovi colpi di stato sono parlamentari, con il potere economico-comunicativo-giudiziario che continuano a fare il proprio lavoro. Tuttavia, i cambiamenti non si fermano qui. L’altro aspetto fondamentale che potrebbe essere passato inosservato è che questi nuovi colpi di stato hanno sempre un esecutore che resta in carica mentre la destra guadagna tempo per cercare il vero candidato che dovrebbe governare il periodo successivo.

Nel 2009 in Honduras è stato Roberto Micheletti a rimanere come presidente transitorio  dopo aver tolto Manuel Zelaya  dal suo legittimo incarico. Ma non durò a lungo.  Si raggiunse l’interruzione democratica, si tolse il  presidente eletto Porfirio Lobo attraverso le elezioni, e più tardi Juan Orlando Hernández. Qualcosa di simile è accaduto in Paraguay nel 2012. Si consumò il colpo di stato contro Fernando Lugo, e Federico Franco è rimasto al suo posto, senza dover andare a elezioni. Ma questo non aveva intenzione di rimanere a lungo perché l’idea era di aprire la strada al vero candidato della destra, Horacio Cartes, per dare stabilità al processo di restauro conservatore.

Lo stesso è ciò che sta accadendo oggi in Brasile. Michel Temer fu l’esecutore del colpo di stato contro Dilma Rousseff. Salì al potere il 31 di Agosto 2016 senza avere bisogno di andare alle urne per implementare una serie di misure economiche neoliberali a tempo di record. Privatizzazioni e tagli che sono stati eseguiti ad alta velocità per gettare le basi del nuovo modello economico e sociale. Tutto questo, insieme al fatto di essere il carnefice più visibile contro la democrazia, gli ha fatto avere un indice di popolarità inferiore al 10%. L’offensiva della destra è selvaggia, ma non stupida. Per questo, ora tocca sacrificare Temer perché non serve più. E ‘stato un’usa e getta.

È per questo che l’emporio O Globo, il vero protagonista e organizzatore del Brasile, realizza la mossa per rimuoverlo rapidamente dal gioco. La destra ha bisogno di ordine e stabilità in Brasile, e per questo, ha bisogno di un nuovo presidente,  limpido ed incontaminato, con maggiore sostegno popolare. Temer ha fatto il lavoro sporco e ora tocca pulire il volto al colpo di stato.

E allora già si sbirciano i nuovi candidati  per gestire l’offensiva neoliberista con un volto più amichevole. Uno, Joan Doria, e due, Cármen Lúcia Antunes. Il primo ha vinto le elezioni lo scorso ottobre per diventare prefetto di San Paolo con un alto numero di voti. Si  presenta come rappresentante del post politica, anche se ha avuto qualche incarico pubblico minore. Questo presunto outsider della  politica, pubblicista, uomo d’affari e presentatore televisivo, sembra essere quello scelto  dai mercati per guidare il Brasile verso l’abisso. Di certo non accetterà di essere presidente ad interim e vorrà partecipare alla battaglia elettorale. L’altra persona scelta dallo establishment è Càrmen Lúcia Antunes, rappresentante della magistratura,  presidente della Corte Suprema, dovrebbe assumere il potere fino a quando non saranno convocate nuove elezioni. Forse, sarà anche il prossimo candidato per quando le urne saranno aperte.

In questo modo machiavellico, si fa brillare la facciata democratica dopo un colpo di stato. Temer scomparirà come per magia come hanno fatto Micheletti in Honduras e Franco in Paraguay. Questo è il ruolo che hanno gli operatori transitori per porre fine al regime democratico e aprirne un altro che deve assomigliarli. La nuova era golpista ha i propri manuali con il loro modus operandi. Temer ha già completato il proprio lavoro. È ora che si faccia avanti il prossimo.

Traduzione a cura della redazione di Cronache Latinoamericane.

Alfredo Serrano Mancilla  Temer ya no les sirve, pubblicato il 20/05/2017

http://www.celag.org/temer-ya-no-les-sirve/

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